Nei giorni scorsi è stata approvata la legge regionale su “riconoscimento, tutela e promozione del diritto al cibo”. La legge, tra gli altri obiettivi, si propone di ridurre del 50% gli sprechi alimentari in Lombardia entro il 2025. Viene istituita la Consulta regionale per la promozione del diritto al cibo, con compiti consultivi e di supporto alla programmazione delle politiche regionali. Sono previsti aiuti alle realtà che in Lombardia operano nel Terzo settore e si rendono disponibili a non far mancare cibo a quelli che ne hanno bisogno.

Per approfondire venerdì 6 novembre a Brescia, un incontro pubblico presso Palazzo San Paolo in via Tosio si è fatto il punto sulla legislazione regionale e nazionale, con testimonianze di enti, associazioni e amministratori del territorio bresciano. Sono intervenuti il deputato Mario Sberna e il consigliere regionale Michele Busi. Nel corso dell’incontro è stato illustrato il progetto sperimentale “Reti territoriali contro lo spreco alimentare” a cui aderisce anche il Comune di Rezzato.




Il manifesto di Rezzato Bene Comune che annuncia la privatizzazione dell’acqua contiene numerose falsità, buone forse per una mediocre propaganda, ma inadatte a spiegare come stanno veramente le cose. Noi preferiamo evitare le polemiche, lavorare per il Paese e spiegare come stanno veramente le cose:

L’acqua è un bene pubblico che non può essere privatizzato, si sta parlando di chi ne gestisce la distribuzione.


L’acquedotto a Rezzato è gestito dalla società privata Acque Potabili s.p.a. da 24 anni (quindi chi paventa la privatizzazione come novità vi dice il falso). Con il nuovo affidamento, avremo invece una società mista pubblica e privata, mentre la proprietà dell’acquedotto rimarrà interamente pubblica.


La tariffa dell’acqua sarà stabilita da un’autorità pubblica indipendente (l’AEEGSI - Autorità per l’energia, il gas e il sistema idrico) e non dal gestore.

Gli investimenti saranno decisi dall’ufficio d’Ambito della Provincia di Brescia, cioè dal pubblico.

Il nuovo servizio porterà più investimenti: vuole dire avere acqua più pulita nei fiumi e nelle falde, meno perdite degli acquedotti. Queste sono per noi le priorità.


Il manifesto attacca direttamente il Sindaco, come se fosse una scelta autonoma di Rezzato contraria a leggi nazionali e al referendum sull’acqua, l’affidamento riguarda l’intera Provincia in cui il 73% dei Comuni ha votato a favore del gestore in forma mista. Il referendum, sostenuto anche da Rezzato Democratica, non imponeva una gestione a scapito di un’altra.
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